Paul Russotto

Interprete storico dell’espressionismo astratto americano e profondamente legato alla Lucania (sua madre, Margherita Sarli, era originaria di Aliano), Paul Russotto nasce a New York il 28 maggio 1944.

Si appassiona alla pittura prima di compiere 16 anni. David Endelman, suo insegnante delle Scuole Superiori lo incoraggia a iscriversi all’Art Students League di New York, dove ha come maestri Frank Mason per la pittura e Raymond Breinin per il disegno. Gli anni ‘60 sono anni di cambiamenti, successi e incontri.

Nel 1963 apre il suo primo studio a New York, nel Lower East Side, e l’anno dopo espone alla Fitzgerald Gallery che, nel 1965, con il patrocinio della sua mecenate Mary Thomas, ospita la sua prima personale.

Nel 1966 si trasferisce a St. James dove conosce lo scultore Robert White che gli dà una mano nell’allestimento del suo primo studio nel fienile di Box Hill, residenza estiva dell’architetto Stanford White.

Qui conosce Faifield Porter, Paul Resika, Robert Duncan, Claire Nicolas White, Vittorio Rieti, William Styron, Peter Rand e incontra Ellen Romano, che diventerà sua moglie.

Dopo la personale all’Albany Institute of History and Art (1971), si trasferisce in una fattoria abbandonata di Old Saratoga e lavora ispirandosi esclusivamente alla natura (1972 -1976), ma si reca spesso a New York per visitare musei e studi di maestri da lui amati: George Spaventa, Aristodemos Kaldis. A New York ritorna nel 1976, per aprire uno studio a Soho ed essere subito inserito nella New Talent invitational / Auction 393, insieme a Donald Sultan e David Salle.

Artista colto e autentico nell’impegno di voler continuamente imparare, sperimentare e confrontarsi con l’arte a lui contemporanea e con quella del passato, la sua opera ha radici profonde nella pittura di Rubens, Courbet, Cézanne, Picasso, Matisse, Mondrian, Miró, Gorky, De Kooning (di cui diventa allievo nello studio di The Springs a East Hampton), Pollock, Tobey, Diebenkorn.

Eleanor Heartney scrive: “Russotto non solo demolisce ma anche amplia la tradizione modernista”. Infatti, continua per tutta la vita a essere “un apprendista”, a mettersi in gioco, frequentando gli ampi spazi di De Kooning e le icone della Pop Art, il vecchio studio di Esteban Vicente e la casa estiva di Harold Rosenberg, che diventano suoi luoghi di lavoro.

Dagli inizi degli anni ‘80 si dedica all’insegnamento (presso la Parsonins School of Design, la New York Studio School, l’Albany Institute of Art), è visiting artist in diversi centri d’arte (Vermount Studio School, Creative Arts Forum, Green Mountain College, International School of Art), studia tecniche diverse, quali il collage, composto con frammenti di suoi disegni distrutti, e i “lucidi”, da utilizzare come disegni preparatori.

Conosce, in quel periodo, molti degli artisti e scrittori legati all’Espressionismo astratto: Philip Pavia, Ibram Lassaw, Peter Agostini, James Brook, David Hare, Giorgio Cavallon, Natalie Edgar, Mary Abbot, Herman Cherry, Dorothy Dehner, L. Alcopley, Robert Motherwell, Jeanne Follet, George McNeil, Robert De Niro, Jack Tworkov, Stanley Kunitz, Rose Slivka, diventati negli anni abituali frequentatori del suo studio e della sua casa dove Ellen, già nello staff del Metropolitan Museum of Art, ha messo in piedi un grande archivio sulla Scuola di New York. Viene invitato a partecipare alla mostra 15 New York Artists (1981), nasce il figlio Luca (1982), apre il suo studio sulla 10a strada (1983), espone per la prima volta i suoi collage alla Court Gallery (1984) e alla Ingber Gallery di New York (1985), dove nel 1986 tiene la sua prima personale, visitata da Elaine e Willem de Kooning, viene inserito da Steven Lane tra i primi artisti americani in tour nei Musei di Pechino, Shanghai, Hong Kong (1987), stringe un contratto con la Kouros Gallery di New York, dove tiene una prima personale nel 1988.

Negli stessi anni, contrae preziose amicizie con Vicente Esteban, Milton Gendel, Rufus Godwin, Robert Goodnough, Frank O’Hara, Abram Schlemowitz, Alan Jones, Stanley Kunitz, Francis V. O’Connor, Brian O’Doherty, Elisabeth Frank, Gabriella Drudi, Toti Scialoja, Harold Rosenberg, Alberto Zanmatti, Giuseppe Appella, Frank O’Hara. Tra il 1983 e il 1986, realizza i primi disegni calligrafici ed elabora, attraverso carboncini, pastelli e gouaches, il processo di cancellazione di una linea in favore di un’altra.
Nel 1992, dopo le mostre di Barcellona e Madrid, lavora assieme all’artista Fulvio Testa nella tenuta coltivata a vigneti Borgo America, in provincia di Treviso. Tra il 1994 e il 2000 viaggia molto in Francia e in Italia, soprattutto in Umbria (compra casa a Todi dove
trasferirà il suo studio e terrà un’antologica dei suoi disegni nel 1994), tiene una mostra a La Scaletta di Matera, espone alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo (1995) e al Heckscher Museum of Art, vince l’Edwin Palmer Memorial Prizes, è uno dei 33 artisti internazionali selezionati per partecipare all’Omaggio a Marino Marini, mostra che tocca le principali città italiane e francesi (2000). Sperimentando, come sempre, applica ricerche precedenti mentre lavora ispirandosi direttamente alla natura.
Per consolidare il suo rapporto con la Lucania, è presente, con Ellen, a Castronuovo Sant’Andrea, alla nascita del MIG. Museo internazionale della Grafica (2011), che conserva alcune sue opere grafiche e la matrice di una sua xilografia.

Nel 2013, alla Galleria La Stellina di Roma, viene organizzata la mostra Gianfranco Grosso vs Paul Russotto. Son of the South, un confronto tra due generazioni diverse ma che si muovono sul comune terreno del grande amore per l’arte che ha accompagnato Paul per tutta la sua intensa esistenza: “Penso a quell’ometto di cui parlava Picasso, che continuava a comparire attraverso i secoli, lo stesso a cui lui si sentiva vicino, soprattutto al primo, Jacques, l’uomo delle caverne. Anch’io mi sento come quell’ometto che cerca sempre di comunicare. Esco e ho un’esperienza, proprio come lui. Poi torno alla mia caverna e registro questa esperienza. È il solo modo per conoscere in modo profondo la realtà”.

Questo confronto porterà, nello stesso anno, alla preparazione dell’antologica di Altomonte, curata da uno dei suoi primi studiosi, Alan Jones, tra i più importanti cronisti d’arte della nostra epoca, grande esperto della Scena Pop Art, autore tra l’altro della più celebre biografia di Leo Castelli. Molte, nel corso degli anni, le personali nelle gallerie di New York, Washington DC, Albany, Chicago, New Jersey, Philadelphia, Barcellona e Hong Kong, incluse quelle presso l’American Academy of Arts and Letters e la National Academy of Design. Suoi lavori sono esposti nelle collezioni di Ciba – Geigy, General Elettric, AP Fritz di Zurigo, Tokai Bank di Chicago, Metropolitan Museum of Art e Brooklyn Museum di New York, oltre che nelle maggiori collezioni private americane ed europee, Italia compresa.

Due anni dopo la scomparsa di Ellen, avvenuta in New York il 23 settembre 2012, Paul muore in Florida, a New Port Richey, il 23 febbraio 2014.

Giuseppe Appella

Paul Russotto – foto Arianna Lodeserto